Molti di voi lo conoscono come Tony Etna, i suoi video documentari sull’Etna spopolano su YouTube.
Nel 2009 ha lanciato il suo progetto “Passione Etna” e in questo articolo ha deciso di parlarci del suo rapporto con la montagna e di come è nata la sua passione.

L’Etna per me è Passione

Mi chiamo Antonio De Luca e l’Etna per me è passione.
Sono nato a Catania nel 1987 e qui sono cresciuto, in un quartiere che è a metà tra il centro e la periferia, tra il barocco e l’edilizia moderna, ma con una caratteristica che ho sempre apprezzato: la vista sull’Etna.
Di quel vulcano io ho sempre sentito la presenza costante. Il più alto e attivo d’Europa dicono, un primato di cui avere orgoglio. Ben differente da una montagna, perché ha una sua vita, dei modi di fare, delle caratteristiche che possono in alcuni frangenti renderlo quasi umano. Ed in effetti non di rado sento quel vulcano talmente vicino da considerarlo una sorta di amico, un vicino magari un po’ rumoroso, ma con cui passare piacevoli serate.

una caratteristica che ho sempre apprezzato: la vista sull’Etna

Ho dei ricordi molto netti legati al Mongibello, altro nome con cui si usa chiamare l’Etna, una parola che ne unisce due: la latina “mons” e l’araba “jebel”, entrambe però hanno lo stesso significato: monte, quasi a voler dire che l’Etna è il monte per eccellenza. Ricordo anche il momento della nascita del mio interesse, un vero e proprio colpo di fulmine per quella mutevole montagna.

Dicembre 1995, ero un bambino di otto anni. Mi trovavo a Santa Venerina, sul versante orientale, ma prima di allora non avevo mai notato quella presenza che riempie l’orizzonte. All’improvviso le mie orecchie vennero attirate da un rumore simile all’esplosione di un fuoco d’artificio ma più lungo e cupo. Seguendo quel tuono guardai verso ovest e vidi una colonna di fumo sollevarsi dalla cima della montagna, una scena che per gli occhi di un bambino non aveva logica, ma giunse in mio aiuto la spiegazione di mio padre “è l’Etna, sta facendo un eruzione, ogni tanto capita”. Una scena apocalittica, la stessa che ho voluto allegare a quest’articolo.

Parossismo Etna 1995 - © Antonio De Luca

Parossismo Etna 1995 – © Antonio De Luca

La cima era bianca, un candore splendente, in forte contrasto con quella colonna scura che nell’aria cambiava continuamente forma, veniva spinta più in alto avvolgendosi come zucchero filato, e salendo di quota perdeva il materiale più pesante e cominciava a sbiadire, quasi a voler tornare in armonia con il paesaggio innevato da cui era fuggita.

I vetri di porte e finestre di quella vecchia casa di campagna vibravano, sembrava un ruggito emesso da chissà quale bestia sconosciuta. Poi, altrettanto in fretta come era cominciata, l’eruzione giunse al termine e tutto tornò nel silenzio. Ma ormai qualcosa era cambiata, mi ero accorto che quell’ornamento del paesaggio era vivo, che dentro si celavano delle forze immense e misteriose.

mi ero accorto che quell’ornamento del paesaggio era vivo, che dentro si celavano delle forze immense e misteriose

Nasce “Passione Etna”

passione-etnaNon è stato facile avvicinarmi all’Etna, non sono un grande camminatore e spesso le escursioni più pesanti mi portano allo stremo delle forze, ma vanno comunque affrontate perché sono parte integrante della mia passione. Con gli anni e l’avvento dell’era di internet è nata un idea; quella di condividere il mio amore per l’Etna con altri appassionati.
E così è nato il progetto PassioneEtna, con una serie di documentari che raccontano i luoghi, gli eventi e le attività del vulcano, e che forse con un pizzico di superbia, vogliono diventare gli occhi di chi per un motivo o per un altro non può vivere l’Etna.

Versante sud - 20/03/2016 La Montagnola innevata, si nota poco a sinistra della massima cima il campo lavico formato dall'eruzione del 1763.

Versante sud – 20/03/2016
La Montagnola innevata, si nota poco a sinistra della massima cima il campo lavico formato dall’eruzione del 1763.

 

Spesso mi chiedo come sarebbe stata la mia vita se fossi nato lontano da qui, da qualche parte dove non esistono vulcani e cosa avrei provato a vedere un immagine dell’Etna, chissà se mi avrebbe causato quell’entusiasmo che mi prende adesso. Probabilmente no, chissà magari sarei stato un appassionato d’auto,  di calcio o di qualcos’altro che avrei incontrato durante la mia vita, che certamente sarebbe stata molto diversa. Ma la passione per l’Etna nel mio caso può essere alimentata solo dalla presenza. Il vederlo tutte le mattine dalla finestra, la sensazione delle scarpe da trekking che calpestano quel terreno sabbioso, il rumore del vento tra i rami delle ginestre, quello dei boati che riempiono le orecchie. Sono cose ormai entrate a far parte in profondità della mia vita, di cui non riuscirei più a fare a meno. Ed è per questo che voglio chiudere quest’articolo esattamente come l’ho cominciato: l’Etna per me è passione.