Due piccoli conetti di scorie che esistevano un tempo ai piedi meridionali del Cratere di Sudest.

Erano nati, da destra verso sinistra, nel 2000 e nel 2001.

Questa è l’importanza di documentare l’Etna, perché le cose cambiano in fretta. Qualcosa che abbiamo visto nascere e formarsi nel corso di qualche giorno, in ancor meno tempo potrebbe essere seppellito per sempre e non esistere più.

Per questo motivo dobbiamo tanto a personaggi storici dell’Etna come Orazio Silvestri, Sartorius o Gaetano Ponte, che con le loro opere fotografiche e cartografiche ci hanno tramandato un Etna che è molto diverso da quello di oggi.